Cover image

10 canzoni che iniziano come poesie

di Marco Rigamonti

I testi di certe canzoni possiedono un potere evocativo superiore. Parole in musica che trasportano l’ascoltatore in mondi misteriosi. In alcuni casi l’impatto dei primi versi è talmente devastante che, sebbene non si riesca a capire dove si finirà, rifiutare l’invito ad abbandonarsi al sogno (o in certi casi all’incubo) a occhi aperti diventa obiettivamente impossibile. Metafore suggestive, “C’era una volta” anticonformisti, premesse stuzzicanti nella loro indecifrabile e ispirata vena poetica. La parola chiave è proprio “poesia“: la capacità di utilizzare un linguaggio in grado di creare una realtà alternativa, che pur non essendo immediatamente comprensibile stabilisce una connessione emotiva tra attore e spettatore. Il numero di brani capaci di plasmare un immaginario fantastico e curioso fin dalle prime parole è troppo grande per tentare l’impresa di raccoglierli tutti. Ma questi 10 incipit di pezzi famosi, che probabilmente abbiamo cantato tutti, sono indimenticabili.

The Jimi Hendrix Experience, The Wind Cries Mary

After all the jacks are in their boxes
And the clowns have all gone to bed

Prima che il vento nella sua infinita saggezza sussurri “Mary”, la felicità barcolla per strada lasciando impronte rosse. Una scopa ramazza tristemente i cocci di una vita passata. Da qualche parte una regina piange, e un re non ha più una moglie. Ma soprattutto i pupazzi ritornano nelle loro scatole a sorpresa, e i clown sono andati a dormire. Jimi Hendrix sfoga tutta la sua creatività in un pezzo immenso, partendo da un paio di immagini tanto depresse quanto affascinanti.

Led Zeppelin, Stairway To Heaven

There’s a lady who’s sure all that glitters is gold
And she’s buying a stairway to heaven

“Avevo in mano una matita e un pezzo di carta, e per qualche ragione ero di pessimo umore. Poi improvvisamente la mia mano cominciò a scrivere. Dopo avere riletto i primi due versi quasi caddi dalla sedia per lo stupore”. La confessione di Robert Plant si riferisce al testo di Stairway To Heaven, che inizia descrivendo il comportamento di una signora che passa la sua vita ad accumulare soldi egoisticamente, per poi scoprire che un tale atteggiamento non le garantirà il paradiso. Per quanto riguarda il resto della canzone, Plant aggiunge: “A seconda del giorno, la interpreto sempre diversamente. E l’ho scritta io!”

The Cure, Lullaby

On candy-stripe legs the spiderman comes
Softly through the shadow of the evening sun

Avete presente i bastoncini di zucchero a righe bianche e rosse? Ecco, immaginatevi un uomo ragno che si avvicina silenziosamente attraverso la luce del tramonto sorretto da gambe che ricordano il disegno di quella specie di lecca-lecca. Robert Smith racconta una fiaba dark partendo da questa immagine inquietante, in netto contrasto con la dolcezza del termine Lullaby (ninna-nanna) che dà il titolo al pezzo.

Radiohead, Pyramid Song

I jumped in the river, what did I see?
Black-eyed angel swam with me

Thom Yorke ha rivelato di avere scritto il testo di Pyramid Song in cinque minuti, ispirato da una mostra di rappresentazioni pittoriche dell’oltretomba Egizio. Con un piglio mitologico e Dantesco, si immagina un corso d’acqua dove incontra tutte le sue amanti per poi raggiungere il Paradiso con una piccola barca a remi. Tuffarsi nel fiume che conduce all’aldilà constatando di avere un angelo dagli occhi neri che nuota al proprio fianco è un modo davvero originale per descrivere il passaggio a miglior vita.

David Bowie, Space Oddity

Ground control to Major Tom
Ground control to Major Tom

Sarà forse merito dei due accordi di chitarra che entrano in assolvenza e si risolvono solo quando David Bowie esordisce al microfono, ma il miracolo di questo incipit consiste nel trasformare una fredda comunicazione tra l’astronauta e la torre di controllo in un lamento elegiaco. Il pezzo affronta il tema dell’alienazione, sintetizzato perfettamente da un messaggio mandato dalla terra al cosmo che fa da preambolo a un racconto commovente.

The Smashing Pumpkins, Bullet With Butterfly Wings

The world is a vampire
Sent to drain

Se vedi il mondo come un vampiro con l’unico scopo di succhiare il sangue per prosciugarti, devi essere stizzito. Probabilmente Billy Corgan nel 1995 lo era, ed è opinione comune che Bullet With Butterfly Wings sia un’invettiva nei confronti dell’industria musicale, un argomento ricorrente nelle sue composizioni. Billy si sente come un topo in gabbia, costretto a fingere dai burattinai che tirano i fili. Il testo sul finale vira su discorsi pseudo-religiosi, ma la metafora più incisiva e curiosa (forse anche perché scandita perentoriamente a inizio brano senza strumenti a supporto) rimane quella della società-pipistrello.

Procol Harum, A Whiter Shade Of Pale

We skipped the light fandango
Turned cartwheels ‘cross the floor

Keith Reid è un paroliere con un’elegante predisposizione alla poesia. Ha scritto tutti i testi dei Procol Harum, e A Whiter Shade Of Pale (che a mio parere dovrebbe anche vincere il premio come miglior titolo mai affibbiato a un brano) non fa eccezione. Nel brano succede di tutto: il protagonista ha la nausea, il soffitto vola via, c’è un mugnaio che racconta una storia e a un certo punto dal nulla compaiono 16 vergini vestali. Ma l’enfatica descrizione del ballo iniziale, che introduce il tema di un incontro sessuale condizionato pesantemente dall’alcol, è da applausi.

Massive Attack, Teardrop

Love, love is a verb
Love is a doing word
Fearless on my breath

Elizabeth Fraser sta cercando di metabolizzare la morte dell’amico Jeff Buckley quando scrive le parole di Teardrop. Si deduce dai fiori neri che sbocciano nella notte (Night, night of matter / Black flowers blossom), ma anche dall’acqua nei suoi occhi, lo specchio più fedele dell’anima (Water is my eye / Most faithful mirror). L’amore che va oltre la perdita è sancito dallo struggente attacco: amare non è solo un verbo. È un atto di fede che non conosce paura, sospeso in un respiro.

Queen, Bohemian Rhapsody

Is this the real life? Is this just fantasy?
Caught in a landslide / No escape from reality

Nonostante il vero significato dell’opera scritta da Freddie Mercury rimanga avvolto nel mistero, il testo è la confessione in prima persona di un ragazzo che ha commesso un omicidio. Prima che vengano tirate in ballo figure mitologiche, il protagonista affronta una serie di dilemmi psicologici, magnificamente introdotti dalle prime righe del testo, in bilico tra realtà e fantasia.

Alice In Chains, Down In A Hole

Bury me softly in this womb
I give this part of me for you

Jerry Cantrell sostiene che le le relazioni lunghe siano destinate a fallire. Scrive Down In A Hole per la sua ragazza, immaginandosi una sorta di funerale. È intento a decorare il suo cuore come una tomba in un buco, mentre una pioggia di sabbia lo tumula e qualcuno lassù si prende cura di sistemare le pietre. In linea con l’aria che si respira in Dirt, la canzone tetra e depressa inizia con un’affermazione lacerante come “Seppelliscimi dolcemente in questo ventre, sacrifico questa parte di me per te”.