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I live del 2020 che non vogliamo perderci per nessuna ragione

di Federico Pucci

Secondo una proiezione di qualche anno fa, nel 2021 il mercato dei concerti in Italia supererà i 740 milioni di euro. Siamo praticamente già lì. Ma i concerti non sono solo un investimento economico. Per gli appassionati come noi l’investimento è soprattutto affettivo: perché i concerti sono momenti di incontro, riconoscimento, condivisione e – qualche volta – scoperta. Ecco, allora, alcuni appuntamenti della nuova stagione live che non vogliamo perdere. Sempre che le code per i biglietti nominali non ci facciano entrare in ritardo!

Basta revival: vecchie glorie con nuove cose da dire


Per carità, non abbiamo nulla contro l’ennesima calata in Italia dei Guns N’ Roses o dei Kraftwerk, dei redivivi Eric Clapton e Ozzy Osbourne, per non parlare dello scontato predominio estivo di Vasco Rossi o del trentennale di Ligabue. Soprattutto, non diremo mai una cattiveria sul ritorno di Paul McCartney a Lucca e Napoli, dopo sette anni di assenza, durante i quali peraltro ha pubblicato due dischi di inediti assolutamente dignitosi: bentornato Macca! Però, i tour nei quali una band di vecchia data si mette in gioco testando nuovo materiale ci sembrano sempre più interessanti. Per questo le due date dei Green Day (10 giugno all’Ippodromo di Milano, 11 giugno alla Visarno Arena di Firenze, con il carissimo Yungblud in apertura) valgono più dell’ennesimo giro di gala del rock’n’roll: perché Billie Joe e i suoi vi arriveranno dopo aver fatto uscire un nuovo lavoro, Father Of All Motherfuckers, che già dal primo singolo si preannuncia come abbastanza rivoluzionario. Non sappiamo ancora, invece, come saranno i nuovi lavori in studio dei Foo Fighters e dei Pearl Jam, ma per entrambi si parla di album sorprendenti: per questo, da Grohl agli I-Days il 14 giugno, e da Vedder a Imola il 5 luglio non ci aspettiamo solo il consueto pellegrinaggio dei nostalgici. In questa categoria vogliamo includere anche i Red Hot Chili Peppers (Firenze Rocks, Visarno Arena, 13 giugno) recentemente riunitisi – per la seconda volta! – con John Frusciante: sicuramente un tocco di revivalismo qui si nota, ma Frusciante può fare la differenza, specie se ci sono all’orizzonte nuove canzoni.

Cantautori e giovani italiani si prendono gli spazi che meritano


Se volessimo incorniciare il calendario dei concerti con due appuntamenti importanti per la musica italiana, potremmo aprire con Brunori SAS, che fa il suo primo tour nei palazzetti tra febbraio e aprile, e potremmo chiudere con Tommaso Paradiso, che esordisce da solista nei palazzetti tra ottobre e dicembre dopo aver fatto strage del nuovo pop italiano con i Thegiornalisti. Qualsiasi preferenza si abbia, non si può negare che il cantautore calabrese e quello romano abbiano lasciato un’impronta sull’ultimo decennio, parlando linguaggi diversi senz’altro ma comunque emblematici del tempo che viviamo: vale la pena capire dove andranno nel nuovo decennio, specie considerato che Brunori ha un nuovo disco in uscita tra poco che già sembra un nuovo capitolo. Se dovessimo scommettere su una data per ciascuno dei due artisti, giocheremmo sulle partite “in casa”: Brunori al PalaFiore di Reggio Calabria il 5 aprile; Paradiso al Palazzo dello Sport di Roma il 21 ottobre. Menzione speciale per i Pinguini Tattici Nucleari: la band del bergamasco, da poco annunciata tra i Big del Festival di Sanremo, si porta a casa 9 date nei palasport, alla faccia di chi non ha idea di chi siano (ma dovranno ricredersi, ne siamo sicuri).

Era ora: il rap fatto bene negli spazi che merita


Non è “arrendersi” allo spirito del tempo ammettere che il rap ha regalato grandi cose alla musica degli ultimi anni: certo, furbi e buffoni abbondano qui, come ce ne sono sempre stati in ogni scena; ma questo non deve distogliere la nostra attenzione dagli artisti che hanno davvero qualcosa di importante da comunicare, e che sanno farlo con stile. Per questo, la calata del Premio Pulitzer Kendrick Lamar il 7 luglio all’Ippodromo delle Capannelle di Roma è un momento assolutamente memorabile, di quelli che segneranno la strada di chi lo vedrà per la prima volta a Rock In Roma. Ma prima ancora di quella data c’è un’altra storia da tenere a mente: il tour di Marracash nei palasport, tra marzo e maggio, praticamente già tutto sold out o quasi, un dato di vendite senza precedenti per lui, e giustificato interamente dal suo migliore album di sempre, Persona, uscito nell’autunno 2019. E pensare che c’è chi dice che i dischi non contano più nulla! Da segnarsi anche il 14 giugno 2020: il giorno in cui Salmo si esibirà a San Siro, primo rapper italiano a farlo senza strani tandem, e dopo un tour nei palazzetti che nel 2019 ha convinto anche noi.

Stadi italiani


A proposito di stadi, quest’estate ci tocca tornare sugli spalti in almeno tre occasioni. Il primo (manco a farlo apposta) è Ultimo, ovvero la storia di successo più straordinaria del pop italiano degli ultimi 15 anni, un ragazzo passato dai localini al Circo Massimo in un battito di ciglia: il 29 maggio comincia una maratona che lo porterà proprio nell’arena romana per eccellenza, il 19 luglio. Il 30 maggio comincia invece il tour negli stadi di Tiziano Ferro, che stavolta si ferma addirittura per tre date a Milano: merito di un disco che ha convinto, se è riuscito a resistere anche alla concorrenza della trap. Il 21 giugno partirà infine Cesare Cremonini che ha in programma un gran finale il 18 luglio all’Autodromo di Imola: per il bolognese è la seconda tournée negli stadi nel giro di due anni, traguardo che parrebbe impensabile per un cantautore che ci è arrivato senza strani intrallazzi e sinergie. Il cuore ci impone di menzionare anche Max Pezzali, a San Siro il 10 e 11 luglio: praticamente, due serate di karaoke da 50mila persone l’una.

Categoria a sé


Ne abbiamo parlato spesso, e in tempi non sospetti: Billie Eilish è il futuro del pop. Per chi come noi l’ha vista per la prima volta nel febbraio 2018 di fronte alle poche centinaia di persone riunite nel Dude Club di Milano, l’appuntamento del 17 luglio agli I-Days di fronte a (minimo) sessantamila persone ha un valore speciale, quasi fosse il sigillo su un talento indiscutibile (suo e di suo fratello FINNEAS). Ma anche se siete arrivati a lei dopo l’esplosione globale di Bad Guy e del suo album d’esordio, venite comunque, fidatevi: l’energia che ci mette questa neo-diciottenne è genuina, inconfondibile, viscerale. Anche se le sue canzoni sono per lo più sussurrate, l’impatto per chi ascolta è degno di un concerto industrial o hip-hop. E siamo certi che il nuovo tour sarà ancora più ambizioso e ci farà calare ancora di più nel suo mondo sottosopra.

Menzioni speciali

Se hai ancora un po’ di pazienza, ti consigliamo – in ordine cronologico – alcuni concerti più “piccoli” da tenere d’occhio.

Editors (Roma, 10 febbraio; Milano, 11-12 febbraio): il gruppo di Birmingham fa un giro di gala con la sua prima raccolta, Black Gold: chi li ha visti dal vivo sa che non è una serata da perdere, e l’effetto greatest hits sarà scontato.

Halsey (Milano, 13 febbraio): un po’ rockstar, un po’ teatrante, un po’ disperata, un po’ pittrice (davvero!), l’italoamericana Ashley Frangipane è un’altra di quelle dive che non sono dive, alla maniera di P!nk. Il tour con cui presenta il prossimo disco Manic potrebbe essere uno degli eventi pop dell’anno.

Algiers (Roma, 26 febbraio; Milano, 27 febbraio): una band spigolosa, potente, rivoluzionaria per rivalutare la propria definizione di rock alternativo.

Subsonica (club, dal 5 marzo al 9 aprile): i Subsonica nei club sono un’altra storia, e non è questione di numeri ma di contesti.

Iosonouncane (teatri, dal 28 marzo all’8 aprile): Die del 2015 è forse il più stupefacente frutto del nuovo cantautorato italiano, perché getta Battisti e Battiato in un Campidano elettrificato, psichedelico, mitologico, assurdo. Per questo attendiamo con trepidazione il nuovo disco Ira, presentato in anteprima durante queste date teatrali.

Harry Styles (Torino, 15 maggio; Bologna, 16 maggio): magari avevate portato a sentirlo una figlia o una nipote, ai tempi degli One Direction: le cose sono molto cambiate, e il gusto “old” delle sue canzoni risuona in un live che per tanti versi è d’altri tempi. E se poi spunta sul palco la sua amicona Stevie Nicks?

Lana Del Rey (Verona, 9 giugno): l’ultimo album Norman Fucking Rockwell ha dimostrato che la cantautrice americana racconta il lato oscuro del sogno americano come nessuna delle sue colleghe: dal vivo, poi, è cresciuta anno dopo anno.

Nick Cave & The Bad Seeds (Milano, 9 giugno; Roma, 11 giugno): da quarant’anni non smette di stupire e provocare con le sue canzoni, non ultime quelle dell’ultraterreno album del 2019, Ghosteen, nuovo picco di una fase della maturità semplicemente pazzesca, tra Skeleton Tree e Push The Sky Away. Poi i suoi live sono leggendari.

Thom Yorke (Milano, 9 luglio): quando era passato la scorsa estate, il suo Tomorrow’s Modern Boxes Tour era piaciuto praticamente a tutti. Siamo curiosi di sapere se usciremo altrettanto soddisfatti da un’arena più grande come l’Ippodromo di San Siro.

Rammstein (Torino, 13 luglio): specie in spazi monumentali come l’Olimpico torinese, i tedeschi danno spettacolo. In più, l’ultimo omonimo album era pieno di canzoni validissime.

The 1975 (Milano, 19 ottobre): nell’ultima edizione di Milano Rocks ci hanno convinto. Siamo certi che il nuovo album e il nuovo tour saranno un ulteriore passo in avanti nella loro reinvenzione rock, pop, electro, mentre intessono le tematiche ambientali e sociali con un resoconto dei disagi psicologici dell’epoca digitale, il tutto facendoci ballare!

Foto di Paras Griffin