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Cinque memorabili canzoni uscite nell’estate del 1995

di Federico Pucci

Ne abbiamo già parlato su queste pagine: il passato non è come lo vogliamo ricordare. Se oggi i pezzi estivi possono sembrarci un po’ frivoli e ripetitivi, dovremmo ripensare a cosa abbiamo ascoltato e ballato noi stessi in passato: nulla di più e nulla di meno, perché la voglia di “staccare” è sempre la stessa. Ma è inutile rimestare nelle memorie imbarazzanti: ciascuno lo faccia in privato, e provi a sostenere in buona coscienza che le “sue” stupidate tormentone fossero veramente migliori di quelle che l’industria musicale ci ammannisce oggi. Fatto? Bene, allora proviamo invece a ricordare i brani che non andavano forte nelle estati passate, ma quelli che preferiamo ricordare come i brani che hanno segnato le nostre estati, quelli che col senno di poi avremmo voluto ascoltare perché hanno lasciato un’impronta più decisiva sulle nostre vite e sulla storia della musica. E partiamo dall’estate di 25 anni fa.

Alanis Morissette, You Oughta Know

Negli anni ’90 l’uscita dei singoli era ancora un evento, che fosse per la distribuzione del perduto artefatto che erano i CD-single (per non parlare delle cassingle), o più ragionevolmente per la pervasività di MTV. Così, quando il 7 luglio 1995 uscì il primo singolo (e video) di Jagged Little Pill per molti giovani ascoltatori di pop e rock fu una rivelazione. Da una parte You Oughta Know si presenta con un testo crudo, incazzato, pieno di ribellione contro i cliché del femminile; dall’altra si fa forza di mezza sezione ritmica dei Red Hot Chili Peppers (Dave Navarro e Flea, per la precisione), che conferisce al brano una sua spontanea autorevolezza. Per tantissimi fu la prima introduzione ad Alanis Morissette (JLP era in realtà il suo terzo disco), e fortunatamente la cantautrice canadese non si è fermata lì. Anzi, un piccolo estemporaneo consiglio di ascolto per la vostra estate è il suo nuovo album Such Pretty Forks in the Road. Ma riprendiamo con l’amarcord!

Coolio feat. L.V., Gangsta’s Paradise

Prima che diventasse un genere cinematografico a parte, e infine – a buon diritto – un luogo comune accantonato perché pieno di cattiva fede razziale, la storia di un’insegnante che “scende nei bassifondi” e “salva” i giovani afroamericani scoprendo che la violenza non è la loro unica via (in breve, la trama di Pensieri pericolosi) doveva sembrare una novità eccitante per il pubblico italiano. Ma quel film con Michelle Pfeiffer non sarebbe arrivato nelle nostre sale prima del febbraio 1996. Molti mesi prima, invece, spinto dal successo americano era sbarcato trionfalmente anche da noi Gangsta’s Paradise, pubblicato ufficialmente l’8 agosto 1995. Alla fine del 1996, questo pezzo sarebbe risultato il singolo più venduto dell’anno: il traino del film avrà aiutato, di sicuro, ma vogliamo credere che la melodia scritta da Stevie Wonder vent’anni prima per la sua Pastime Paradise sia stata la principale chiave di questo successo.

U2, Hold Me, Thrill Me, Kiss Me, Kill Me

Prima che il grosso del pubblico italiano potesse goderne nelle sale, a partire dal 6 ottobre, l’attesissimo film Batman Forever fece un giretto estivo in alcune anteprime agostane. Ma la canzone principale della sua colonna sonora, con quel fantastico riff discendente di chitarra di The Edge, aveva già abbondantemente raccolto consensi già dal giorno della sua pubblicazione in ogni angolo del globo, il 5 giugno 1995 (ok, tecnicamente prima dell’estate!). Merito anche di un videoclip che, mentre circolava nei canali musicali a mo’ di gigantesco trailerone del film, solleticava anche le giovani coscienze (come la mia) che erano state attirate nelle spire del Cavaliere Oscuro dalla splendida serie animata, andata in onda su Canale 5 tra il ’93 e il ’94, e poi replicata qui e lì. E di fatto Hold Me, Thrill Me, Kiss Me, Kille Me ha avuto anche una discreta fortuna in classifica, nelle prime settimane estive italiane, prima di essere relegata ai margini dai vari Scatman John, Corona e compagnia bella: i veri supereroi dell’estate, con buona pace di Bruce Wayne e dei nostri palati raffinati.

Björk, Isobel

A proposito di palati raffinati, poche uscite pop dell’estate 1995 raggiungono il livello di concetto, potenza e sentimento di Isobel di Björk. Il singolo, pubblicato il 7 agosto e accompagnato dal video diretto dal solito Michel Gondry, è un concentrato di tutto ciò che rappresenta l’artista islandese: un’idea di fondo tanto arguta quanto assurda (una ragazza sposata con sé stessa, 25 anni prima che lo raccontasse Billie Eilish); un arco narrativo che era cominciato nell’album precedente con Human Behaviour e sarebbe proseguito con Bachelorette e oltre; una veste sonora di grande gusto, che conta un arrangiamento d’archi scritto nientemeno che dal genio brasiliano Eumir Deodato. Se con gli U2 e Coolio parliamo di brani che hanno comunque goduto di una certa diffusione e del conseguente riscontro di pubblico, Isobel è invece una perla che ha avuto meno occasioni di brillare: il videoclip infatti non circolò in modo ubiquo come quello del successivo singolo, It’s Oh So Quiet; il singolo aveva meno affinità con la dance come Hyperballad; e, in un mercato dove la parola “rock” aveva ancora un significato, non poteva reggere il confronto con l’aggressività di Army of Me. Tuttavia, quando nel 2002 Björk chiese ai fan di selezionare la tracklist del suo futuro Greatest Hits, questa canzone non mancò l’appuntamento. Magari come singolo non avrà segnato le estati di moltissimi, ma chiunque avesse comprato già a giugno l’album che la conteneva, il meraviglioso Post, non sarà potuto rimanere indifferente di fronte alla sua bellezza aliena eppure familiare.

Ligabue, Certe notti

Passare dall’apice della ricercatezza all’apice del nazionalpopolare sembra un salto mortale. Ma non bisogna aver paura di certi tuffi, se l’approdo è una grandissima canzone: è il caso di Certe notti, che comincia a essere trasmessa dalle radio il 25 agosto 1995. Se vogliamo prestar fede alla crudele verità delle classifiche, il singolo non ebbe mai la fortuna di molti altri brani (estivi o meno) di quell’anno e di molti altri singoli dello stesso Ligabue. Nonostante una poetica della provincia mai così a fuoco, e nonostante un video di grandissimo gusto. Ma non credo che a Correggio si piangesse per questo “scarso” risultato: infatti l’album che conteneva la canzone, Buon compleanno Elvis, avrebbe spopolato a partire dal giorno in cui uscì (il 21 settembre) e per molti mesi a venire, tanto da risultare uno dei dischi più venduti del 1996. E non c’è storia migliore per chiudere questa prima rivisitazione del passato: tante canzoni hanno una vita più lunga e gloriosa di quello che le classifiche e le vendite vorrebbero farci credere. E, quando capita che una radio le passi, “sembra avere capito chi sei”.

Foto di Stéphane Sednaoui