Cover image

Cinque memorabili canzoni uscite nell’estate 2010

di Federico Pucci

Ancora in vacanza? Ma ve l’abbiamo detto che la musica non lo fa mai. E se in queste settimane avete seguito questa nostra rubrica stagionale, avrete capito che in estate non c’è spazio solo per i tormentoni, ma anche per molto altro. Del resto, è legittimo che ciascuno ricordi il passato come preferisce. Ad esempio, se uno lo desiderasse ardentemente, anziché ricordare l’estate 2010 come quella di Waka Waka We Speak No Americano, potrebbe piuttosto pensare a questi cinque singoli pubblicati mentre eravamo in vacanza, dieci anni fa.

Eminem feat. Rihanna, Love The Way You Lie

Il 25 giugno 2010 escono un singolo e un video che avrebbero ossessionato l’estate americana, un po’ meno la nostra. Ma chi riesce a fare slalom tra i pezzi più brutti, può trovare abbastanza facilmente questo pezzo, un featuring per antonomasia (i due avrebbero collaborato ancora, ad esempio in Monster, e nel 2014 si sono anche messi in tour insieme). Considerato che per molti rapper contemporanei l’hip-hop è l’equivalente di un’autocelebrazione, fa sempre bene vedere che alcune tra le hit più importanti (commercialmente e culturalmente) del genere fanno invece il lavoro esattamente opposto e scavano nel dubbio e nell’errore. Insomma, Eminem sa sempre come augurarci una buona estate!

LCD Soundsystem, I Can Change

Il 26 luglio del 2010 esce il terzo singolo di quello che per un po’ sarebbe stato l’ultimo disco di James Murphy e soci, This Is Happening. A parte per una schiera di ben informati, quelli che si ritrovano al Primavera Sound di Barcellona che ormai nel 2010 è un evento colossale, probabilmente quel pezzo passa in sordina. Ma quando a settembre esce Fifa 11 che la contiene, allora sì che il pezzo avrà fatto un’impennata di vendite. Ovviamente non è così, ma non stiamo misurando le hit dell’estate, semmai i pezzi che ce la ricordano. Per chi non ha visto Sex Education, si segnala anche la carinissima cover di Ezra Furman.

Arcade Fire, We Used To Wait

Ma il 2010 non è mica il futuro? Perché stiamo ancora parlando di videoclip e MTV come fosse il 1985? Giusto, allora una parte di questo discorso se la merita anche il video interattivo creato dagli Arcade Fire con Google Chrome per l’uscita del brano We Used To Wait, il 1 agosto 2010. Il brano è uno dei cardini del disco The Suburbs, che qualche mese dopo avrebbe vinto il Grammy come miglior album assoluto (è stato l’ultimo disco di una band rock a vincerlo, facciamoci qualche domanda). Non so se a quella vittoria abbia contribuito anche lo spirito innovativo di questo esperimento, ma sicuramente è la dimostrazione che i nostalgici non andranno da nessuna parte.

Kanye West, Power

Alzi la mano l’ultimo fan vivente del prog rock anni ’70 (so che ci stai leggendo) e confessi: il sample dei King Crimson usato da Kanye West nel brano qui sopra è più un bell’omaggio o un’orrenda deturpazione? Beh, mentre pensa alla risposta noi torniamo indietro nel tempo. Power, la canzone, esce il 28 maggio, ma il videoclip arriva solo il 2 agosto 2010, e dato che all’inizio del decennio scorso ormai la gente non compra più musica (si ritrova solo su internet per parlarne e litigare) per noi questa è la data valida. Anche perché il video è splendido e fa parte delle ragioni per cui questo pezzetto dell’estate 2010 ci è rimasto impresso nella memoria. A dirigerlo è Marco Brambilla (“C’è un po’ di Italia”, titolerebbe un giornale o una rivista), e grazie alla sua quasi totale staticità rende ancora più soffocante il messaggio del brano: per qualche minuto magari ti vanterai anche di tutto il potere che hai accumulato, ma poi ne resterai schiacciato. Questo ci dice Kanye, che era già abbastanza fuori di melone ma non ancora del tutto andato come oggi, che cerca di diventare presidente degli Stati Uniti. Forse dovrebbe riascoltare anche lui questa canzone!

CeeLo Green, Fuck You

Il 19 agosto 2010 CeeLo Green (che già si era fatto sentire dalle nostre parti con Crazy dei Gnarls Barkley) si prende un’altra fettina di immaginario grazie a un brano che nei mesi a venire avrebbe – è il caso di dirlo – spopolato! Forse c’entra il fatto che l’alfabetizzazione inglese sale, e quindi il pubblico italiano si fa una risatina con quel titolo scostumato? Può essere, anche perché al contrario la musica pop italiana nel 2010 non se la passa alla grande: perfino il critico più generoso dovrà ammettere che quell’anno i migliori dischi usciti sono tutti “indie” (il termine si fa largo, le virgolette pian piano scompaiono, finché cinque anni dopo quell’attributo avrà perso completamente senso), e che le nostre popstar (vecchie o fresche di talent) in quel momento lasciano un po’ a desiderare. Avremmo incluso un singolo “indie”, perché l’annata è ricca di perle come Quando tornerai dall’estero di Vasco Brondi/Le Luci della Centrale Elettrica, o qualcosa da Primitivi del futuro dei Tre Allegri Ragazzi Morti, o da Del nostro tempo rubato dei Perturbazione, o Sono all’osso de Il Pan Del Diavolo. Ma nessuna traccia è stata pubblicata d’estate, e sapete perché? Perché nel 2010 gli “indie” sono ancora indipendenti (cioè, poveri), e d’estate sono costretti a girare l’Italia per concerti a far cassa. Cosa vuoi che gli interessi di pubblicare un singolo mentre la gente è in villeggiatura, quando può andare direttamente a suonargli le canzoni in piazza? I tempi sono decisamente cambiati…