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Ad agosto la musica non è mai andata in vacanza

di Luca Garro

Che agosto, soprattutto nel nostro Paese, non sia un mese produttivo pare un dato di fatto incontrovertibile. Eppure, in ambito musicale e soprattutto nei Paesi che parlano la lingua di Shakespeare, è sempre stato fitto di eventi. E nemmeno di poco conto. Per sradicare dalle nostre menti il luogo comune che l’ottavo mese sia sinonimo di serrande chiuse (o peggio, di tormentoni sciocchini), proviamo a mettere insieme un calendario che scavalca i decenni, e scopriremo che nei prossimi giorni ci sarà da tenere gli occhi ma soprattutto le orecchie aperte: altro che sudoku sotto l’ombrellone! 

Il primo agosto 1971, molti anni prima del Live Aid, George Harrison immagina un concerto che cambi la vita di un popolo in difficoltà. The Concert For Bangla Desh vede susseguirsi sul palco del Madison Square Garden  Eric Clapton, Bob Dylan, Billy Preston e Ringo Starr. Il giorno successivo, ma nel 2010, gli Arcade Fire pubblicano il loro attesissimo terzo album da studio, The Suburbs: non un disco indie per pochi cultori, ma l’ultimo album rock da dieci anni a questa parte a ottenere sia il Grammy per il Miglior Album dell’anno, sia il primo posto delle classifiche più importanti (USA e UK su tutte). 

A proposito di primi posti, il 3 agosto 1968 esce il secondo e ultimo singolo #1 dei Doors, Hello, I Love You. C’erano riusciti solo con Light My Fire l’anno precedente e, difficile a credersi, non ci riusciranno più. E per restare in tema: dopo tanti dischi acclamati, ma mai best seller, il 4 agosto 1984 Prince arriva in vetta alla Billboard 200 con Purple Rain, e ci resta per 24 settimane. Ancora nel pieno della Thrillermania, Prince dimostra che non deve vivere nell’ombra di Michael Jackson. 

Ma non ci sono solo ragioni per celebrare: il 6 agosto 1996, al Palace di Los Angeles, dopo 2263 concerti in ogni angolo del globo, va in scena l’ultimo atto dei Ramones. Tra gli ospiti di una delle serate più commoventi di sempre, Eddie Vedder, Chris Cornell e Lemmy Kilmister. E parlando di live, il 7 agosto 2008 i Police chiudono il loro reunion tour al Madison Square Garden di New York. Quei 151 show porteranno Sting e soci al terzo posto dei tour più remunerativi della storia del rock, un giusto riconoscimento ma anche la triste constatazione che ormai il genere può avere successo solo quando pesca dal cassetto dei ricordi.

L’8 agosto 1987, alla faccia dei tormentoni estivi, gli U2 raggiungono la vetta della classifica U.S.A. con I Still Haven’t Found What I’m Looking For, da The Joshua Tree; solo un anno prima, il 9 agosto, al Knebworth Park Festival i Queen chiudono il Magic Tour, la serie di concerti più mastodontica della loro carriera. I 120 mila che assistono allo show non possono immaginare che si tratti anche dell’ultimo di Freddie Mercury.

A proposito di momenti decisivi, il 12 agosto 1991, con il cosiddetto Black Album i Metallica cambiano per sempre il metal e la loro vita: il primo entra ufficialmente nel mainstream, e loro diventano non più un quartetto per ragazzini patiti di cose pesanti ma un’attrazione per qualunque amante del rock. Sempre in tema, il 13 agosto 1973 i Lynyrd Skynyrd danno alle stampe il loro primo album, contenente la super hit Free Bird: ora provate a dirmi che a Jacksonville, Florida non fa caldo in agosto e per questo non erano in ferie!

Basta dischi, l’estate è la stagione dei concerti. Beh, nel Ferragosto del 1965 i Beatles diventano la prima band a riempire uno stadio per un concerto rock: un momento da segnarsi, direi. E il 18 agosto 1969 Jimi Hendrix chiude ufficialmente il Festival di Woodstock con una splendida versione di Hey Joe. Ma non pensiate che l’estate sia solo un affare da figli dei fiori in camiciola: tirate fuori la flanella e i pantaloni in pelle, perché il 20 agosto 1988 al Capitol Lake Park di Olympia i Soundgarden e i Nirvana condividono il palco in una giornata campale per la storia di quello che qualcuno chiamerà Grunge. Sentite anche voi caldo? 

Sì, perché di norma i dischi usciti in agosto erano stati stati incisi al fresco, molti mesi prima. Giusta obiezione, ma pensate a chi sale sul palco in piena ondata di calore. O peggio ancora, a chi si chiude in studio! Come Martha and The Vandellas, che il il 22 agosto 1964 entrano in studio e tirano fuori uno dei pezzi simbolo dell’estate (altro che Righeira…), tanto classico da essere reinterpretato perfino da Bowie e Jagger, cioè Dancing In The Street. E voi, cosa fate di solito il 22 agosto?

Tornando agli album di prestigio e guardando più vicino a noi, il 23 agosto 1994 Jeff Buckley sconvolge il mondo con Grace, il suo primo e unico album solista. “Che sarà mai, una coincidenza…” E invece no, perché il 25 agosto ma del 1998 Lauryn Hill pubblica The Miseducation of Lauryn Hill, il primo album hip-hop nella storia a vincere un Grammy come Album dell’anno. Altro che balli di gruppo sulla spiaggia! 

A proposito di mare, il 26 agosto 1970 gli organizzatori del Festival dell’isola di Wight rispondono a Woodstock con quello che è probabilmente il cartellone più prestigioso di sempre: Bob Dylan, Joni Mitchell, Doors, Miles Davis, The Who, Jimi Hendrix… non pare neanche vero. “Va bene, strepitoso, ma i live sono facili. Se parliamo di dischi che successo potrà mai avere un album pubblicato ad agosto…”. Chiedetelo ai Pearl Jam, che il 27 agosto 1991 pubblicano Ten, bestseller mondiale. O chiedetelo agli Oasis, che il 29 agosto 1994 pubblicano Definitely Maybe e fanno tremare il rock americano.

“Certo ma i dischi escono e poi maturano successo con il tempo”. Allora guardiamo l’ultima casella del calendario, il 31 agosto: l’anno è il 2004 e i Green Day lanciano il singolo e il video di American Idiot, il loro più grande successo di sempre e un pezzo che ha definito un’epoca. E molti di noi erano ancora in costume da bagno…