Cover image

10 canzoni del nuovo pop italiano (uscite nel 2018) che resteranno

di Federico Pucci

Per tanti versi, il 2018 è stato l’anno in cui quel che si chiamava indie ha preso d’assalto l’immaginario (solo parzialmente anche le classifiche), dandoci la possibilità di coniare il termine it-pop, perché di fatto le radici del rock alternativo, del cantautorato o della new wave più o meno sintetica sono condensati in forme semplici e in ritornelli accattivanti. Parliamo di un nuovo pop, insomma, e per questo contare le canzoni che più di altre hanno lasciato un’impronta ci sembra importante. Ecco, allora, le dieci che hanno fatto il nuovo pop italiano del 2018, quelle che immaginiamo possano restare, per una ragione o per l’altra.

Cosmo, Quando ho incontrato te
Partiamo subito da un’eccezione: Cosmo ha pubblicato a gennaio un disco tra i più importanti dell’annata, nel quale la sua canzone elettronica ha incontrato sampling, house, dance in modo originale. Ma poi, mentre si balla, sono le melodie e i sentimenti catturati con precisione che restano in testa.

Thegiornalisti, Questa nostra stupida canzone d’amore
Se si parla di it-pop, non si può dimenticare chi ha (ri)portato un modo di scrivere e cantare nel mainstream: Tommaso Paradiso e i suoi Thegiornalisti con Love si sono consacrati, forse non riuscendo sempre a uscire da certi cliché autoimposti, ma talvolta inventandosi qualcosa.

Motta, La nostra ultima canzone 
In territori decisamente più cantautorali sta Vivere o morire di Motta, una conferma per il toscano ex Criminal Jokers: un piglio da Nick Cave, tessiture acustiche ed elettroniche ben fitte, spesso spigolose.

Ultimo, Il ballo delle incertezze
Un fenomeno esploso tra la fine dello scorso anno, ma soprattutto nel 2018, è Ultimo: questo brano, tecnicamente uscito a dicembre 2017, ha vinto a Sanremo a febbraio, prima di una serie di successi che l’anno prossimo lo porterà già a esibirsi in uno stadio. Carisma e talento ci sono, forse le altre hit non hanno ancora raggiunto il livello di questa.

Carl Brave feat. Max Gazzè, Posso
Carlo Luigi Coraggio è parte integrante di quel tessuto connettivo che tiene insieme rap e canzone, pop di oggi e di ieri: lo ha fatto nel 2017 con il socio Franco126 e Coez, nel 2018 si è conquistato gli allori con Fotografia. Ma il brano che prende tutto, dal localismo alla nostalgia, abbracciando melodia e cazzeggio, è questo featuring appiccicoso.

Coma_Cose, Post Concerto
Tra i fenomeni più di nicchia del panorama, pubblicati dalla brava etichetta Asian Fake, i Coma_Cose sono stati i più abili a tenere insieme le contaminazioni, come già dimostrato con Anima lattina tra Battisti e rap, malinconia e umorismo. La melodia e i calembour, poi, non vanno più via.

Gazzelle, Sopra
Brit-pop e it-pop non fanno rima per caso. L’album Punk di Gazzelle era molto atteso, quest’anno, visto il seguito che il romano si era trovato a convogliare, con un’ascesa simile solo ai concittadini Thegiornalisti. Il disco ha i suoi alti e bassi, e nella prima categoria si colloca senz’altro questo singolo, un tocco di Oasis in centro Italia.

Liberato, Je te voglio bene assaje
Un’altra eccezione, se vogliamo, è il primo dei due singoli usciti a maggio del fantomatico Liberato. Je te voglio bene assaje è uno dei momenti più ambiziosi per poetica ed estetica, con una narrativa intrecciata al gemello Intostreet e una combinazione sonora e lirica di R&B e canzone tradizionale napoletana davvero geniale.

Calcutta, Pesto
Tutti ricorderemo “la tachipirina”, ma sono altre le vere perle di Evergreen, quei brani capaci di confermare il successo di Calcutta. Uno è Kiwi, e l’altro è questo: atmosfera nebbiosa che si apre in un urlo alla Vasco, ironia e lacrimoni, chitarre e pianoforti vintage. L’it-pop in pillola.

Any Other, Capricorn No
Infine una voce altra, perché canta in inglese, perché i riferimenti del suo rock alternativo vanno da Jim O’Rourke al jazz, perché – è triste notarlo – è quasi l’unica presenza femminile di questa lista. Adele Nigro ha pubblicato un disco eccellente con canzoni forti come questa, e a volte è giusto non guardare solo i numeri di views.